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La professionalità di Claudia Valeria Letizia nel tradurre il dolore di Alice Sebold

13/07/2022 00:01

Admin

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La professionalità di Claudia Valeria Letizia nel tradurre il dolore di Alice Sebold

A cura di Federica Duello

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Gli evergreen

Le interviste

 

A cura di Federica Duello

 

La Quasi Luna” è un romanzo del 2010 edito da E/O edizioni scritto da Alice Sebold in cui Helen, una giovane donna accorsa in casa della madre per assisterla durante la malattia senile, uccide per soffocamento l’anziana genitrice in un raptus composto da risentimento, pietà, libertà e amore. La considerazione riguardo l’atto spicca come incipit dell’intero racconto: “Alla fine, ammazzare mia madre mi è venuto facile”.

 

Cosa c’entra l’amore con la morte? Più di quanto non sembri: l’eccessivo attaccamento alla madre e il continuo astio nei suoi confronti sono le ragioni principali che porteranno Helen all’effimero atto, fortificato dalla convinzione che la forte personalità dell’anziana fosse la causa predominante dell’omicidio del padre, un uomo da lei considerato fin troppo debole per prendere in mano le redini della situazione familiare: in realtà, si scoprirà essere padre amorevole e sensibile, tanto da portarlo a puntarsi un fucile contro e porre fine alla propria vita dentro la casa d’infanzia di Helen, momento che riecheggerà costantemente nelle memorie dei protagonisti.

 

Cominceranno le indagini e le domande da parte di famiglia e vicini, a cui Helen comincerà a mentire e nasconderà il corpo, immersa in un senso di colpa che la trova spaesata; l’omicidio darà anche l’avvio a un viaggio a ritroso verso i ricordi delle follie della madre, il continuo inveire verso tutti, i vicini e le loro caratteristiche: il tutto accompagnato dalle paure e dai dolori da una vita in osservazione di una legge non scritta quale quella che impone di rispettare i propri genitori a prescindere dal loro comportamento.

 

Un romanzo ricco di un lessico psicologicamente forte e che mette in discussione parecchi valori cosiddetti morali, ma che scava in modo sapiente all’interno della psicologia umana tanto da far perdere la certezza che si tratti solamente di un libro.

 

Volendo saperne di più, sono andata alla ricerca di informazioni sull’autrice: una donna con un passato truce alle spalle composto da violenza domestica e fughe e mi sono chiesta come la traduttrice italiana, Claudia Valeria Letizia sia stata in grado di riportare la passionalità di Alice all’interno di questo romanzo in particolare. Per tale motivo, le ho rivolto solamente tre domande, fondamentali per comprendere cosa aleggi alla base di un processo di traduzione editoriale. Buona lettura!

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Quali sono gli aspetti più particolari del tradurre la Sebold, per una donna?

«Quando traduci un testo letterario, specie se lungo com'è di solito un romanzo, vivi a contatto spesso per mesi con le vicende narrate dall'autrice o dall'autore e con la sua sensibilità; da ciò nasce un legame profondo che, quanto meno durante la lavorazione del testo, ti influenza nelle emozioni e nei pensieri. Traducendo la Sebold, un elemento che ho avuto sempre presente è stata l'esperienza dello stupro che ha fortemente caratterizzato sia la sua realtà umana che la sua carriera artistica. E curando la revisione di Amabili resti e, più tardi, traducendo Lucky sono stata naturalmente portata a immedesimarmi in varie situazioni da lei delineate; anche se lo stupro non è, per così dire, "prerogativa" femminile, nella nostra società resta comunque un pericolo fin troppo frequente per una donna, quando non un terribile dramma della sua vita. La consapevolezza di chi sia Alice Sebold, ovviamente, mi ha accompagnata anche mentre traducevo "La quasi luna", che tratta un altro grande tema come il rapporto tra madre e figlia, nella fattispecie un rapporto estremamente conflittuale.

In questo caso, tuttavia, il pensiero che mi è tornato in mente più volte mentre traducevo è stato quello della grande forza d'animo che può avere una donna a dispetto delle sue fragilità, della sua vulnerabilità, delle tante avversità della vita -- avversità che nella storia della protagonista narrante di questo romanzo sono legate non al mondo maschile ma a un'altra donna, quella che le ha dato la vita. Trovo inoltre che La quasi luna metta in evidenza una grande dote di Alice Sebold, cioè la capacità di coinvolgerti nel mondo interiore dei suoi personaggi. E qui il coinvolgimento nella sfera interiore della protagonista Helen è tale che anche di fronte a un atto così tragico e mostruoso come l'uccisione della madre si è indotti a sospendere il giudizio e a considerare le cose dal suo punto di vista di figlia combattuta tra l'odio e l'amore per lei.»

 

In cosa hai avuto maggiori difficoltà durante il processo di traduzione di questo libro?

«Ho tradotto La quasi luna dodici anni fa e in un arco di tempo così lungo i ricordi un po' sbiadiscono. Sfogliando il libro per rinfrescare la memoria, però, l'unica "difficoltà" che mi sovviene non ha natura né linguistica né culturale, come si potrebbe pensare, ma è la difficoltà emotiva suscitata dalle vicissitudini della protagonista. In questo sta anche la bravura della Sebold, che sa descrivere senza mezzi termini il lato duro della vita e ti cattura fin dall'incipit (qui come nei libri precedenti) sbattendoti in faccia l'atto violento intorno al quale ruota la vicenda, ma al tempo stesso rivelando una profonda umanità e una visione straordinaria che inducono a riconsiderare anche gli eventi più oscuri sotto una luce nuova e illuminante.»

 

Nel colophon del testo originale, è indicato che il romanzo di Randall Jarrell viene citato a pagina 220, mentre nella traduzione italiana è riportato a pagina 281. Come mai tale trasformazione, rispetto all’opera americana?

«Quello citato è un verso di una poesia di Randall Jarrell, che in inglese recita “All of them are gone except for me; and for me nothing is gone.” Poiché nella traduzione il verso compare nello stesso paragrafo dell'originale, immagino che la discrepanza fra i numeri di pagina sia da attribuire alle differenze di carattere tipografico e di impaginazione che le due case editrici, l'americana e l'italiana, hanno scelto per il romanzo.»


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