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Attesa per i finalisti al Premio Strega con la recensione di Letizia Cuzzola a "Non dipingerai i miei occhi" d

2021-03-21 23:01

Admin

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Attesa per i finalisti al Premio Strega con la recensione di Letizia Cuzzola a "Non dipingerai i miei occhi" di Grazia Pulvirenti

Grazie Pulvirenti - Non dipingerai i miei occhi - Jouvence - La recensioni in LIBRIrtà - Speciale Premio Strega

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Grazia Pulvirenti

 

 

 

Non dipingerai i miei occhi
Storia intima di Jeanne Hébuterne e Amedeo Modigliani

 

 

 

Jouvence

 

 

Speciale Premio Strega

Le recensioni in LIBRIrtà


 

A cura di Letizia Cuzzola

 

   La storia e il volto di Jeanne Hébuterne tornano periodicamente nella mia vita, svelando ogni volta aspetti e dettagli differenti di una donna, artista la cui breve esistenza è stata segnata dal suo incontro con Amedeo Modigliani.

   Non dipingerai i miei occhi. Storia intima di Jeanne Hébuterne e Amedeo Modigliani di Grazia Pulvirenti (Jouvence, 2021) ci restituisce, più che la storia, le parole di Jeanne, i suoi pensieri. Se dovessimo attualizzare il rapporto fra la Hébuterne e Modigliani parleremmo di un amore tossico, di dipendenza e violenza: la matita di Modì le ferisce costantemente quell’anima che non riesce a disegnare, a modellare.

   «Non ho mai capito se in quel foglio sono la donna che vedevi o la donna che desideravi», Noix de Coco, come per primo Foujita definì Jeanne, ha incarnato per il giovane pittore livornese il mistero, l’acme della sua pittura mai raggiunto. Jeanne era l’infinito e il limite che Modigliani non riusciva a oltrepassare. Nella Parigi oltraggiata dalla guerra ma che, da sola, riempiva i libri di Storia dell’arte, i corpi e lo spirito di questi due artisti non trovano requie in un’eterna sfida. La Hébuterne è anche lei pittrice seppur all’ombra del compagno che le riconoscerà il talento vedendo, però, sulle sue tele quegli elementi che lui non riusciva a cogliere della realtà: Jeanne è ciò che a Modigliani manca, è il suo completamento, l’anima complementare più che gemella.

   L’amore fra Jeanne e Amedeo è assoluto e assolutizzante: va oltre l’orgoglio, la dignità, la sofferenza. È un sentimento fra fiere in cui l’olfatto gioca un ruolo fondamentale mostrando l’aspetto animalesco di queste due anime dannate che ricercano il colore del buio.

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   «Il mio unico dovere è salvare i tuoi sogni» e lo farà la piccola Noix de Coco regalando ad Amedeo la loro unica figlia. Ma nulla il destino può contro i dèmoni di Modigliani, contro la malattia fisica e morale che lo consuma. La Pulvirenti, con questa sorta di diario, ci restituisce il dialogo fra questi due esseri condannati alla vita senza sconti; la ricerca del linguaggio dà l’essenza della forza della Hébuterne, i cui occhi Modigliani non ha mai dipinto: occhi senza pupille, sarà questo il tratto distintivo di Modì, con i lunghi colli che si innalzano per osservare una realtà che gli sfugge. “Quando conoscerò la tua anima, dipingerò i tuoi occhi”, così le aveva detto e aveva scavato fra i pensieri, l’aveva più volte punita per quell’anima che non riusciva a svelarsi completamente alla sua. Non le perdonerà mai la sua forza, i suoi tentativi di renderlo Uomo e non solo artista, nulla potrà neanche la nascita della figlia Jeannette e la seconda gravidanza di quella donna che mai lo aveva abbandonato.

   Jeanne Hébuterne si lancerà nel vuoto poche ore dopo la morte di Modigliani. Di schiena. Se ne andrà voltando le spalle alla vita che troppe volte l’ha schiaffeggiata, relegata all’ombra. Porterà con sé anche quel secondo frutto del loro amore.

   Jeanne Hébuterne è ricordata quasi solo ed esclusivamente come la compagna di Amedeo Modigliani, raramente come pittrice. È compatita quale folle che ha sacrificato la propria vita per un uomo che le ha regalato più dolori che gioie. Ci ha mostrato il colore del buio, delle ombre. Jeanne Hébuterne è quella parte di sé che ogni donna rifugge, non accetta ma sa che esiste; è in ogni donna che ama senza riserve, che sa che l’amore non basta mai a se stesso ma non per questo si rifiuta di viverlo fino agli estremi.


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L'autrice

Grazie Pulvirenti è Professore Ordinario di Letteratura Tedesca presso l'Università degli Studi di Catania. Direttore del Centro di ricerca interdipartimentale NEWHUMS - Studi Neurocognitivi e Umanistici. Coordinatrice del corso di Dottorato in Studi sul Patrimonio Culturale presso l'Università degli Studi di Catania. Preidente della Goethe-Gesellschaft Italia. Nel 2018 pubblica con Renata Gambino, gli studi Storie menti mondi. Approccio Neuroermeneutico alla Letteratura (Mimesis, 2018) e La mente narrativa di Heinrich von Kleist (Mimesis, 2018). 

Il libro

Titolo: Non dipingerai i miei occhi. Storia intima di Jeanne Hébuterne e Amedeo Modigliani
Editore: Jouvence
Pagg: 148
Prezzo: 12
Voto: 7,5