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"Storie di vite diverse" di Bette Howland (Sem) è il ConsigLIBRO Marzo 2022

03/03/2022 20:40

Admin

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"Storie di vite diverse" di Bette Howland (Sem) è il ConsigLIBRO Marzo 2022

ConsigLIBRO Marzo 2022 - A cura di Federica Duello

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Bette Howland

 

Storie di vite diverse

 

Sem

 

ConsigLIBRO Marzo 2022


A cura di Federica Duello

 

Giusto un attimo prima di accingermi a leggere “Storie di vite diverse” di Bette Howland, lo sfogliai per saggiarne la sostanza, un po’ come si fa quando si incontra una persona per la prima volta: si cerca di tirarne fuori una prima summa che sarà l’origine del nostro rapporto con la non più presenza estranea. Dunque, presi il libro in mano e fu lì che capii cosa la scrittrice intendesse dire con il titolo: tra quelle pagine vi è l’infinito numero di verità che popola i sobborghi di Chicago e dintorni raccontato dalle stesse voci che affrontano quelle verità giorno dopo giorno, individualità intrise di sfondi confusionari, intensi e accavallati uno sopra l’altro, scompostamente ordinati.

 

“Dopo che fa buio, ti senti abbandonato da tutti. L’aria diventa penetrante. In particolare ad Hyde Park, con i fantasmi dei vecchi recinti del bestiame diretto a ovest, e al Sud – assolutamente vivi un bagliore rosso che vedo dalle mie finestre, i santuari interni delle fabbriche di acciaio. Come i giorni successivi all’assassinio di King, quando l’odore di fumo e cenere fluttuava sulla città. Le baraccopoli venivano bruciate. Le circostanze che descrivo sono solo un pallido riflesso del terrore di quella vita.”

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Sono esempi di storie personali che raccontano il volto della popolazione nordamericana dopo la Grande Depressione: gente che aveva creduto nel grande sogno della ricchezza e dell’industria, che tenta di rialzarsi in un mondo che ha promesso centri commerciali, tv e sfarzo, in cui le strade si svuotano, i piccoli negozi chiudono così come le menti, impaurite dall’arrivo imminente di un nemico che impedisce la ripresa dei vecchi stili di vita. È per questo che Bette scrive: scrive con leggerezza e ironia per dissacrare la pesantezza del periodo, perché racconta degli ammalati, dei vecchi, dei pazzi, dei ghetti, delle campagne e dei sogni, delle famiglie intente a riunirsi per celebrare un matrimonio o un funerale; scrive dei malati, delle aule di tribunale e delle infanzie in campagna, di luoghi speciali e di incontri segnanti.

 

“Quanto tempo è passato dall’ultima volta che ho annusato le notti estive? A quest’ora l’aria è così ferocemente pura che ti si incrina il respiro. Gli alberi scricchiolano sopra di noi come vecchi fienili battuti dalle intemperie. Le zanzare punteggiano l’erba, pesanti come rugiada. E il Piccolo Carro, scintillante lassù in alto, mi ricorda all’improvviso, con forza, l’infanzia… quando me ne stavo seduta fino a tardi sui gradini davanti a casa guardavo in alto, mi interrogavo su quegli stessi puntini sparsi nella notte estiva. Gli stessi? Quindi sono ancora lassù?”

Con il suo stile caoticamente preciso, ordina i personaggi e le loro storie, racconto dopo racconto, tramite il sapiente e iconico uso di una scrittura umana preda dei pensieri, dei timori e delle tensioni quotidiane, un flusso di coscienza dalla punteggiatura inconsueta che riserverà delle sorprese se letto a voce alta: ci si sorprende a interpretare quelle parole, a recitarle allo stesso ritmo dei dubbi, delle epifanie e delle certezze che si acquisiscono pagina dopo pagina, man mano che si avanza nella scoperta di uno stile denso di eventi e sensazioni che avvolgono tutto rompendo la quarta parete come si fa con le lettere che intendono avere un destinatario ben preciso. Nonostante questo, quando si rivolge a chi lei sa che scorrerà le proprie pupille tra le righe, non possiamo fare a meno di rimanere spiazzati, lei che discute di ambienti familiari e di pensieri comuni che affollano le nostre menti altrettanto comuni, e ci ritroviamo in rewind, indietro nel tempo con i ricordi che rimandano alla nostra infanzia, ai nostri nonni, alla vita di periferia e ai minimi dettagli che riempiono lo scenario quotidiano.

Perché Bette non dimentica nessuno: tiene tutti stretti in un grande abbraccio per fare forza alla propria comunità, nel desiderio e nella volontà di costruire una nuova appartenenza dallo sfacelo che era stato fino ad allora.


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L'autrice

Bette Howland è stata una scrittrice e critica letteraria americana. Nel 1956 sposò Howard Howland, biologo di cui dop la separazione mantenne il cognome. Ha svolto diversi lavori in area editoriale per la University of Chicago Press.

 

Il libro

Titolo: Storie di vite diverse

Editrice: Sem - Società editrice Milanese

Pagg.: 416

Prezzo: € 19,00

Voto/Valutazione: 9