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#Speciale Ippolita Luzzo - 'Dareide' di Gianfranco Cefalì

06/07/2021 01:01

Admin

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#Speciale Ippolita Luzzo - 'Dareide' di Gianfranco Cefalì

Ippolita Luzzo – Dareide -Città del sole Edizioni - Lo Speciale a cura di Gianfranco Cefalì

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Ipppolita Luzzo

 

 

Dareide

 

 

La città del sole

 

 

Lo Speciale


A cura di Gianfranco Cefalì

 

Sulle coincidenze (a posteriori)

 

Qualche giorno fa stavo parlando con il caro amico e scrittore Pasquale Allegro. Ci stavamo confrontando sulle ultime letture che ci avevano trasportato in questo inizio di canicola estiva. Oppressi dall’afa avevamo entrambi avuto un po’ di difficoltà nel portare avanti la lettura. Troppo caldo e troppo stanchi per leggere. Gli occhi pesanti alle volte non vogliono rispondere alle ragioni della ragione e così, gli dicevo, faccio fatica in questo periodo. Non so per quale motivo, non lo ricordo davvero, anche perché abbiamo intervallato gli autori e i libri con tanti altri discorsi, che comunque ora, vista la mia scarsa memoria, non ricordo neanche, ci siamo messi a parlare di Domenico Dara. A sua precisa domanda: “Li hai poi letti tutti i libri di Domenico?”. La mia risposta è stata di una semplice parola: “No”. Pasquale mi ha guardato perplesso, quello sguardo esigeva una spiegazione. I libri di Domenico Dara sono come il comfort food per me. Lo sguardo restava ancora più perplesso, anche se i suoi occhi mi indicavano che aveva capito.

Sì, ho affermato, i libri di Dara sono per me comfort book, ma toglietevi dalla mente quei cibi grassi unti e fritti del sud degli Stati Uniti, quelli di Domenico Dara sono comfort food cucinati da Massimo Bottura.

Chiudete gli occhi, immaginate il piatto che più vi riscalda l’anima, immaginatelo cucinato con la passione, il talento, l’arte e la narrazione di uno degli chef più bravi e apprezzati del mondo. Ecco, avrete davanti a voi i libri di Domenico Dara. Quindi, quando avrò realmente bisogno di cibo per l’anima, saprò cosa fare. (Prima coincidenza a posteriori).

 

Dopo un paio di giorni ho iniziato a leggere Lorrie Moore, Vedi quello che puoi fare. Mi sono accorto, con un sorrido beffardo sulle labbra, che solo io potevo sentire, che stavo leggendo un libro di “pezzi”. Infatti, Lorrie Moore, autrice di romanzi e racconti è uscita con questa raccolta di articoli, “pezzi”, scusate la ripetizione, ma poi capirete, in cui vengono raccolti alcuni suoi articoli dal 1985 al 2017, qui possiamo trovare recensioni di libri, editoriali, scritti sul cinema, politica e vita. Il titolo del libro è una bellissima spiegazione degli inizi del suo lavoro. Robert Silver, editor alla New York Review of Books, gli proponeva un argomento su cui fare un “pezzo” e poi chiudeva le sue missive con la frase “Vedi quello che puoi fare”, “Un caro saluto Bob”. Inutile dirvi che il sorriso di cui sopra, il mio, quello beffardo, era perché il pensiero mio era andato subito ad altri “pezzi”, quelli di Ippolita Luzzo. (Seconda coincidenza a posteriori).

 

Passa un altro paio di giorni, mi trovo davanti Dareide, proprio di Ippolita Luzzo. Non sapevo niente di questa uscita, così mi sono detto tra me e me: “Cosa è questa cosa?”. Interdetto mi sono messo a leggere.

“Pezzi su Domenico Dara dal regno della litweb”.

Non troverete un’epica di Domenico Dara, e neanche un soliloquio teso a ingigantire e santificare lo scrittore.

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Immaginatelo come un viaggio, un “on the road movie”, in cui i nostri protagonisti sono Dara e Ippolita Luzzo, e in cui i nostri protagonisti si scambiano, nel corso di questo lungo percorso della durata di dieci anni, i rispettivi ruoli di attore e attrice protagonista e non. Vincerebbero sicuramente nel “Regno” entrambi gli Oscar. Accanto a viaggi fisici che partono da località calabre non tanto esotiche fino a raggiungere l’Italia intera, pensatelo come a un viaggio fatto di pensieri, idee, scambi, suggestioni che attraversano i nostri due eroi. Partono discorsi che non parlano solo dei libri di Domenico Dara, ma sono uno sguardo sul mondo che attraversano, creando riflessioni su tutte quelle cose che le loro menti brillanti colgono durante il loro viaggio.

Come due moderni Dante e Virgilio, e qui lascio a voi scegliere chi dei due sia Dante e chi Virgilio, anche perché i due, Dara e Luzzo, si scambiano i ruoli, giocano e discutono insieme di tutto. Quest’inferno e questo purgatorio nei quali essi conducono insieme il loro viaggio, sono in realtà luoghi fisici e mentali, che ci riportano più sulla terra, a toccare con le mani sporche la scrittura, la letteratura e l’arte.

Possiamo così dire che lo scrittore fa da sfondo alle vicende della scrittrice e viceversa. Qui in questo breve scritto troviamo molto altro. Troviamo l’amore sincero di Ippolita Luzzo per le opere di Dara, troviamo la passione della scrittrice per la letteratura, quella vera, quella che emoziona, quella con la elle maiuscola, e troviamo anche una riflessione sullo stato dell’arte, sul mondo letterario e non che ci circonda e la circonda, troviamo una forza vitale espressa attraverso le opere di Domenico Dara, che vuole tessere sia lodi a uno dei migliori scrittori italiani ma anche uno spaccato della sua vita e delle emozioni che l’hanno accompagnata nel corso di dieci anni.

È inutile che mi soffermi sulla scrittura di Ippolita Luzzo, istrionica, saltellante, interdisciplinare e mai banale, colta ma allo stesso tempo sfacciata e obliqua come solo una brava scrittrice sa fare, (aspetto, anzi, aspettiamo con ansia, quando Ippolita Luzzo vorrà cimentarsi con la stesura di un romanzo, nonostante lei affermi che non ne sia capace) questo piccolo libro si fa leggere con vero piacere, ricordandoci l’appagamento della lettura, il potere della lettura e dell’arte, e alla fine la magia di un libro, di un autore e anche il potere salvifico di un incontro e di una grande amicizia non nata, come si suol dire, sui banchi di scuola, ma tra le righe scritte in maniera magistrale da Domenico Dara. In fin dei conti ci troviamo dinanzi un libro su di un amore letterario declinato attraverso il ricordo di dieci anni di vita costruiti attraverso i “pezzi” che Ippolita Luzzo ferma e imprime su carta, come a voler immortalarli su un’istantanea da potersi e poterci sempre portare dietro, aprirli e balzare, lanciandoci attraverso le sue parole verso l’amore per la letteratura.


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L'autrice

Ippolita Luzzo, laureata in filosofia con tesi su Max Stirner, L’Unico e la sua proprietà. Da giugno 2012 scrive sul blog “Il Regno della Litweb di Ippolita Luzzo” quasi un giornale di cui lei è editorialista, direttrice e cronista. Col suo blog indaga e legge ogni momento letterario ed artistico per lei autentico interpretando in modo originale il senso del testo. 
Ha vinto il premio Parole Erranti il 5 agosto 2013 a Cropani, nell’ambito dei Poeti a duello, X Festivaletteratura della Calabria. Nel 2016 ha vinto il concorso “Blog e Circoli letterari” indetto da Radio Libri nell’ambito di Più Libri più liberi al Palazzo dei Congressi a Roma.
Dal 2017 fa parte della giuria del Premio Brancati. 
Il 6 ottobre 2018 vince il Premio Comisso #15righe, dedicato alle migliori recensioni dei libri finalisti.

 

Il libro

Titolo: Dareide

Edizioni: La città del sole

Pagg:

Prezzo: € 10,00