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ConsigLIBRO del mese "Marzo 2021" è "Son tornate. Racconti di mestruazioni e altri tabù"

2021-03-04 16:24

Admin

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ConsigLIBRO del mese "Marzo 2021" è "Son tornate. Racconti di mestruazioni e altri tabù"

Serena Maiorana (a cura di) - Son tornate - Villaggio Maori Edizioni - ConsigLIBRO del mese Marzo 2021 - Le recensioni in LIBRIrtà di Federica Duello

Francesca Auteri, Beatrice da Vela, Erica Donzella, Arianna Garofalo, Giulia Impellizzeri, Loriana Lucciarini, Serena Maiorana, Patrizia Maltese, Mirella Mancuso, Benedetta Pintus, Natasha Puglisi, Rossana Maryam Sirignano sono le autrici dell'antologia "Son tornate. Racconti di mestruazioni e altri tabù", curata da Serena Maiorana e pubblicata da Villaggio Maori Edizioni. 

 

Il volume annovera la prefazione di Graziella Priulla e per scelta di chi lo ha scritto, gli introiti dei diritti dʼautrice di questo libro saranno interamente devoluti al centro antiviolenza Thamaia.


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Serena Maiorana
(a cura di)

 

 

 

 

Son tornate
Racconti di mestruazioni e altri tabù

 

 

 

 

Villaggio Maori Edizioni

 

 

 

ConsigLIBRO Marzo 2021


A cura di Federica Duello

 

Non mi era mai capitato di leggere un libro sulle mestruazioni più interessante e completo di “Son Tornate. Racconti di mestruazioni e altri tabù”, a cura di Serena Maiorana e edito da Villaggio Maori Edizioni… A ben pensarci, forse non ho proprio avuto la possibilità di leggerne uno, prima d’ora. 

 

Per quanto le «cinquanta sfumature DEL rosso» siano conosciute dagli albori dei tempi, esse sono state nascoste dagli occhi pubblici pudici e sacri fin da allora in quanto collegate all’idea di impurità, debolezza e innaturalezza – ideali che fanno coppia con la convinzione che il biancore fosse da sempre destinato a diventare simbolo di dominazione, candore e beatitudine, supremazia incondizionata e idolatrie più o meno ragionevoli – per cui le rispettive interessate e le aspiranti tali furono educate a vergognarsi di esserne provviste e a chiamare un normalissimo momento ripetuto della propria vita con i nomi più astrusi… Vien da sé che questa discesa verso una sorta di oblio volontario ha avuto, nel tempo, conseguenze inenarrabili e non si smetterà mai di dirlo, le condannate sono, ancora adesso, fin troppe perché le si possa contare.

In “Son tornate”, la redazione al femminile della casa editrice propone la propria esperienza personale, gli studi e i dibattiti sull’argomento, le problematiche economiche, sociali, storiche e ambientali; non tutto è stato scolpito nell’aria da secoli di (auto)repressione: ci si scontra quotidianamente con estranei, madri, sorelle, cugine, zie, amiche che ancora considerano la propria femminilità, il liquido e la dimensione storica, culturale e sociale che esso trascina con sé tra i grumi che il ciclo ormonale rilascia nei giorni di “indisposizione” (a cosa, poi, non è ancora dato saperlo) come fattori pesanti contro cui fare i conti.

 

“Sono arrabbiata perché mi sento più debole, fisicamente ed emotivamente, e ammetterlo mi farebbe apparire meno in gamba. Sono arrabbiata perché ci nutriamo di questa retorica secondo cui per dimostrare di essere all’altezza dobbiamo sentirci «con le palle», alla pari o migliori del genere maschile, come se la loro condizione fosse l’unica possibile per misurare il mondo.”

 

Ognuna affronta il proprio ciclo in modo diversa, e Serena, Erica, Giulia, Benedetta, Francesca, Arianna, Natasha, Beatrice, Loriana, Patrizia, Mirella, Rossana, non raccontano solamente sé stesse: sono portatrici di mille altre storie non raccontate, celate, non volute con cui identificarsi non solo in quanto donna, ma come promotrici di diritti egualitari inclusivi (a dimostrazione di ciò, vi è anche la conferma che gli introiti legati a tale libro saranno totalmente devoluti all’Associazione catanese Thamaia, attiva per la protezione delle donne, n.d.r.)

 

Da quando diventiamo «signorine» ci viene intimato di nasconderci poiché le nostre parti intime sono tabù ma provocanti al tempo stesso, esclusivamente legate al sesso e alla procreazione eterosessuale. Ne consegue che una piccola vocina nel cervello, solidificata grazie a millenni di credenze ufficiose rese ufficiali dalla mera voce pubblica maschile, per quanto paradossale questo possa risuonare, abbia contribuito a inculcare nella maggior parte delle menti “affette” da estrogeni un senso di colpevolezza innata, una sorta di peccato originale maggiorato dalla spada di Damocle con la croce verso il basso.

 

“Come se la parola «mestruazioni» fosse motivo di vergogna, fosse una colpa, o qualcosa di talmente osceno da non poter essere nemmeno nominato, pena lo sguardo schifato o imbarazzato degli astanti. Che male c’è? Chiunque sa che una volta al mese quasi tutte le donne sanguinano, è così da sempre, sarà così per sempre, eppure il tabù del mestruo resiste, e resiste, e resiste. Persino tra noi donne che, per prime, le nascondiamo quasi fosse davvero un segno di vergogna e impurità.”

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“Son tornate” è un’educazione al mestruo, ai suoi dolori e allo sguardo interiore di ognuna di noi rivolge a sé stessa quando ha «quelle cose», quando il sangue ci sporca i pantaloni perché proprio quel giorno non lo aspettavamo o non viene e ce ne preoccupiamo; quando i crampi allo stomaco e la debolezza sono troppo forti per dover affrontare la giornata, aumentati dallo stress di una civiltà dalla miglioria a tutti i costi perché sì, li abbiamo, alcune (come la sottoscritta, in alcune fasi della propria vita), più leggeri, altre più intensi, ma ciò non implica una minore resistenza fisica o psicologica, anzi: ne sottolinea la resistenza nonostante le continue fasi. Perché non è vero che il latte irrancidisce, come le più folle credenze medievali (e non, per sorpresa di molti) vogliono far intendere… Farei leggere questo testo a mia figlia, se ne avessi una, perché capisca che la sua condizione di futura donna non le precluderà alcun diritto né alcun desiderio in vita, in nessuno degli stadi della sua esistenza e le rivolgerei queste parole, prese dal racconto di Benedetta Pintus:

 

“E se invece ci impegnassimo per cambiare le carte in tavola? per dimostrare che l’efficienza e la performance non sono gli unici criteri per dimostrare che una persona è vincente? se iniziassimo a dirci che la vera forza è accettare le proprie vulnerabilità senza sentirci per questo meno brave? che possiamo permetterci una pausa da questo sistema economico e sociale che ci vuole sempre al 100 per cento, soprattutto se abbiamo una vagina che sanguina una volta al mese? non sarebbe forse questa la vera rivoluzione?”


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L'autrice

Serena Maiorana è editor e scrittrice, nonché docente di Editoria in ottica di genere. Dopo una lunga pratica giornalistica, dal 2009 si occupa di contrasto alle discriminazioni come progettista e

formatrice, con particolare attenzione alle questioni di genere. Per Villaggio Maori ha pubblicato

Love Sea-Watch (con Patrizia Maltese), Quello Che resta e il racconto L’abbandono e la polvere nera

 

Il libro

Titolo: Son tornate. Racconti di mestruazioni e altri tabù
Edizioni: Villaggio Maori

Pagg.: 120

Prezzo: € 14,00

Voto/Valutazione: 9