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06/02/2020, 01:01



César-Vallejo---Guerra-Verticale---Xaimaca-collana-di-Arkadia-Editore-


 



César Vallejo 

Guerra Verticale 

Xaimaca collana di Arkadia Editore


Le recensioni in LIBRIrtà 


A cura di Federica Duello

Cosa poter dire d’altro che non sia già all’interno di un romanzo, più che altro considerato (azzardo la definizione) saggio esistenziale, come nel caso di "Guerra Verticale" di César Vallejo e edito da una casa editrice dal nome altrettanto storico e significativo quale la Arkadia Editore? 

Una raccolta di racconti in cui la natura umana riportata, quella proveniente dai tempi della cultura Inca e appartenuta a un passato a noi lontano, appare invece incredibilmente vicino e somigliante a ciò che ci circonda oggi, figli dell’epoca moderna; e mentre altri scrittori descrissero la guerra verticale in esclusivo riferimento alle altitudini montane, Vallejo aggiunge una postilla trascendentale: una battaglia dell’uomo contro sé stesso, la sua identità, le sue scelte e la sua dimensione esistenziale. 

Il romanzo si divide in due parti principali, a loro volta divise in sotto sezioni: il mondo reale dell’impero perduto e quello onirico. Spinto dalla memoria storica e grazie a uno stile di scrittura che lascia ampio spazio all’immaginazione poiché capace di saper trasportare con poche ma sapientemente elaborate espressioni tra i colli della città sacra e le armature dei soldati partiti alla volta di spedizioni in nome dell’impero, Cesar Vallejo si autonomina guida dantesca del nostro viaggio, accompagnandoci lungo il percorso di conoscenza di una delle culture più complesse e giuste che il pianeta abbia mai conosciuto. 

La spinta narrativa è dovuta, oltre che dalle origini peruviane dell’autore, dal bisogno di rivendicazione e di riesumare tale civiltà agli occhi dei testimoni in conseguenza alle invasioni coloniali avvenute per mano dei popoli europei; da ciò ne deriva la descrizione nei minimi particolari delle meccaniche sia in tempo di pace che di battaglia, i cerimoniali annessi che segnavano la vita pratica quotidiana, i meccanismi di pensiero che favorirono la presa di posizione dei personaggi di potere menzionati (siamo pur sempre alla corte di Túpan Yamanqui), il tutto accompagnato dallo stupore che l’utilizzo dei particolari termini quechua portano con sé, insieme a molto altro. 

La sezione onirica, nonostante il nome realmente esistente sotto cui viene posta (Strade), analizza i molteplici dubbi ancestrali dell’uomo quali la giustizia divina, questioni tra uomo, dio e natura, vita, amore e morte, ingiustizie sociali e molto altro, che vengono dissezionati ed esposti alla luce sottoforma di scenari concreti, storie di verosimile vita quotidiana dei tempi presenti in un quadro che differisce totalmente da tutto ciò che era stato esposto fino a quel momento (ossia lo scenario Inca) e con riflessioni di uno scrittore distante dalla propria scrittura: anche qui, veniamo accompagnati ed esploriamo insieme al nostro occasionale Virgilio le vicende in cui i protagonisti dei suoi racconti sono coinvolti mentre guadiamo torvamente i misteri che li coinvolgono e speriamo che, in un qualche modo, questi riescano a uscirne fuori se non sani, quanto meno salvi.Una questione tra tante attrae l’attenzione, ed è la riflessione su cosa sia la giustizia introdotta appunto nella seconda parte della raccolta in cui Vallejo, attraverso gli occhi e la mente di un prigioniero recluso per motivazioni a lui parse ingiuste, conclude che "La giustizia non è una faccenda umana. Non può esserlo. La giustizia opera tacitamente, più in profondità di ogni profondità, dei tribunali e delle prigioni. La giustizia - ascoltatelo bene, uomini di tutte le latitudini! - esercita in sotterranea armonia, al di là dei sensi, delle oscillazioni mentali e dei mercati. Aguzzate meglio il cuore! La giustizia passa sotto ogni superficie e dietro tutte le spalle. Prestate ascolto, attentamente, al suo fatale rullo di tamburi, e percepirete un piatto di stadera potente e unico che, grazie all’amore, si riflette in due; il suo piatto vago e incerto, come è incerto e vago anche il passo del delitto, o di quello che si chiama delitto per gli uomini". 

Come si legge da questo stralcio, la scrittura di Vallejo ci immerge in una selva oscura in cui realtà e misticismo sono strettamente collegati, rendendo visibile e quasi ovvia la connessione tra i due mondi. Non posso far a meno di consigliare la lettura di questo libro se si è alla ricerca di una Beatrice che ci distolga dai tormenti odierni mentre ci fa comprendere che in fondo, ciò che ci cura dai nostri mali, siamo noi stessi.

Titolo: Guerra verticale
Autore: César Vallejo
Editore: Arkadia (in collana Xaimaca)
Pagg.: 126
Prezzo: € 14,00
Voto: 9
30/01/2020, 01:01



Marco-Iacona---Peanuts---Algra-Editore


 



Marco Iacona  

Peanuts. Una storia di lotta e di governo  

Algra Editore


Le recensioni in LIBRIrtà

A cura di Anna Cavestri

Ho conosciuto le strisce dei Peanuts sul finire degli anni ’70, leggendo Linus, rivista mensile che per prima, nella metà degli anni ’60 ha cominciato a pubblicarle. Come è chiaro il titolo prende spunto proprio da uno dei personaggi di Schulz. Li ho amati subito e ancora li amo, avvertivo una filosofia, a volte cinica ma simpatica, spesso a me simile, sintetizzata benissimo in un fumetto. 

In questo interessante libro di Iacona scopro che nel primo numero pubblicato di Linus si trova "una sorta di chiacchierata a tre: Eco, Vittorini, Del Buono", Oreste Del Buono non riusciva a trovare il lato comico di Charlie Brown e non si divertiva,Vittorini l’ha amato molto, per Eco le storie di Charlie non erano mai noiose, ma arricchiscono la storia. 

Ancora scriveranno sui nuovi fumetti Michele Serra, su Repubblica "I Peanuts sono una variazione sul tema della vita di tutti i giorni, della classe media americana", Tondelli , Benni e altri hanno detto la loro. Beh, se grandi scrittori dialogano su un fumetto, forse a quel fumetto si riconosce una certa importanza. Quella dei Peanuts è una storia vasta, tanti sono i personaggi e tutti con una propria identità. 

Come dice l’autore rappresentano una società di adulti "formata da ragazzini sotto i 10 anni che chiacchierano come adulti in miniatura..., mostruose riduzioni infantili di tutte le nevrosi di un moderno cittadino della civiltà industriale "( Eco).

 La psicologia infantile che rielabora "i mali", li rende teneri ma insopportabili invece rende i grandi.Schulz fa dire ai suoi personaggi il suo sconforto per un mondo che si sta trasformando, diverso da un bel sogno. 

Lucy: "non credo che sia giusto portare altri bambini in questo mondo incerto . È il momento sbagliato". 

Linus: "cosa vorresti fare di tutti quei bambini allineati in attesa di nascere? Puoi dire di andarsene e di aspettare un altro migliaio di anni?" Vi lascio la curiosità di sapere cosa risponde Lucy che ha una risposta per tutto e per tutti. 

Non li trova rivoluzionari Iacona, per niente, perché fanno parte "di un pianeta che non cresce, non muta, non si trasforma", come la classe media americana. E vediamoli descritti più da vicino alcuni: Charlie Brown (personaggio che Schulz definisce autobiografico), padrone di Snoopy. Charlie è un perdente, abituato alle sconfitte ma non rinunciatario, gioca a baseball, insegue aquiloni che tutto fanno fuorché volare, innamorato della ragazzina dai capelli rossi, cova speranza e illusioni e raccoglie delusioni. 

È l’ingenuo, il depresso il non compreso, il fallito così lo etichettano le " amichette "In suo aiuto un affettuoso Linus. Vittima designata del mondo femminile a cominciare dai capricci della sorella Sally, dalla stranezza di Piperita Patty, dalla bisbetica Lucy. Charlie, secondo l’autore, rappresenta l’uomo medio a cui non è permesso sognare. Interessante leggere la dettagliata analisi in questo libro del personaggio e le correlazioni con la società. Così come la relazione tra il gioco del baseball ed il gioco della vita. Linus , quello che più di tutti ci ha fatto conoscere la festa di Halloween, le zucche spaventose nella notte dei morti. 

E’ lui che scrive al Grande Cocomero, nella speranza di poterlo vedere. Linus è un puro di cuore che crede gli possa accadere. Animo infantile Linus è proprio un personaggio fiabesco. Diventato ormai un modo di dire " la copertina di Linus ", la troviamo sempre con lui, un feticcio, "un vero e proprio oggetto transazionale " Snoopy, il cane dalle sembianze umane, il suo padrone è " il bambino dalla testa tonda " , così chiama Charlie. 

Bracchetto bianco lo si vede in tutte le vesti, tennista, surfista, avvocato, chirurgo, scout ecc ecc, finanche mitico Barone rosso che vola nei cieli e convinto scrittore. Un cane ribelle, dorme sul tetto della cuccia e non dentro, autoironico, vanitoso, che nell’ analisi che ne fa Iacona, rappresenta una fetta di quell’America da cui i Peanuts hanno origine. Tanto rivoluzionario è Snoopy tanto è conservatore il suo padrone Charlie. Nell’immaginario collettivo le Noccioline hanno rappresentato una tappa importante, è tuttora sono molto apprezzati, al loro esordio non era immaginabile il loro successo. 

I formati classici sono due, la striscia e la tavola a colori.Dapprima un prodotto per quotidiani, poi divulgati come libri. Una disamina interessante che si trova nel libro è quella relativa alla disquisizione di grandi scrittori , alcuni già citati, sul fumetto e la sua importanza letteraria. "....se "poesia " vuole dire capacità di portare tenerezza, pietà, cattiveria a momenti di estrema trasparenza, come se vi passasse attraverso una luce e non si sapesse più di che pasta sian fatte le cose, allora Schulz è un poeta........."( Eco) 

L’ultima striscia dei Peanuts viene pubblicata il 3 gennaio 2000, con parole molto commoventi di Schulz che morirà nel sonno il 12 febbraio successivo. In questo saggio, Iacona mostra una visione politicizzata dei personaggi di Schulz. L’utopia del cittadino medio occupa grande spazio , un cittadino che desidera essere quello che non può mai essere, come Snoopy, che crede di essere un eroe.

Titolo: Peanuts. Una storia di lotta e di governo.
Autore: Marco Iacona
Editore: Algra
Pagg.: 60
Prezzo: € 5,00
Voto: 9
23/01/2020, 01:01



Gianluca-Santise---Cento-battiti---Augh!-Edizioni


 



Gianluca Santise 

Cento battiti 

Augh! Edizioni


Le recensioni in LIBRIrtà
La prima del 2020

A cura di Anna Cavestri

"Così, dopo ore di solitudine monitorizzata, mi resi conto che ero veramente rimasto solo, Joey Diamond era andato, il mio battito ostinato..... e io ero deciso a non fermarmi mai...." 

L’io narrante di questo romanzo è il cuore, il nostro muscolo e il nostro motore.In Inghilterra, con Joey ha fatto una vita di sobbalzi, tutta una corsa, tutto eccessivo, droga, alcool, corse in macchina all’ennesima potenza, con lui non si annoiava.Dopo la fine di una nottata palpitante la Porsche di Joey ha fatto l’ultima corsa forsennata andando a sbattere contro una cabina telefonica. 

"Sono rimasto al buio come congelato per ore, per giorni, non so, non ricordo...fino a che con uno strappo , mi ha invaso la luce "Con sgomento si accorge di essere ospite dentro il corpo di Bill, un uomo tranquillo, fin troppo per le sue abitudini.È il cuore che ci racconta di Bill sposato con due figlie, che era ormai senza speranza col suo cuore, quello di prima, malandato e che gli aveva così tanto condizionato la vita , da trasformarlo quasi in un automa, senza più stimoli, imbolsito, silenzioso, altro che Joey. 

Col suo arrivo tutto cambia, per Bill e per la sua famiglia, Bill nato in Inghilterra da famiglia sicula, sposato con Emma inglese.Tutti cominciano una nuova vita, anche il cuore, che diversamente da tutti, è sempre sveglio, sorveglia sempre, con ritmo continuo, più o meno regolare, ma continuo, notte e giorno.Anzi ora con ritmo più lento, a volte più noioso, non c’è rischio con Bill di prendere strattoni.Da Bill tutti si aspettano più entusiasmo, più gioia di vivere, più ritmo, in fondo è stato miracolato, ma Bill ha altro per la testa, si chiude spesso nel suo studio in casa, legge i giornali, ritaglia pezzi e nasconde. 

Comincia ad essere assiduo frequentatore della biblioteca, consulta libri di medicina, antichi moderni, non uscirebbe mai da lì, la bibliotecaria, giovane e carina, deve sempre toccargli il tempo. E senza che il cuore si accorgesse di nulla, lui stava bene, si ritrova in ospedale, "strizzato " e allora sì che sussulta : biopsia di controllo.Bill è un turbine di pensieri, ora è lui che lo fa sussultare è inquieto:,         "rigetto", e dopo questa parola "si è scatenato l’inferno". 

Rientra nella normalità dell’operazione e tutto riprende a essere più tranquillo.Nel silenzio più assoluto in cui si immerge Bill, il tum tamp è regolare e ritmico , sempre uguale, snervante, da fargli venire nostalgia di Joey."Col mio nuovo ospite sento di riuscire a battere più lentamente. 

La sua famiglia è più chiacchierona, le due figlie e la moglie non si fermano mai, cercano di rendere Bill sempre più partecipe alla loro vita , piene di attenzioni per lui, soprattutto la moglie.L’appuntamento con la biblioteca è il suo passatempo preferito, si perde tra i volumi, la bibliotecaria Juliet è simpatica , anche se è sempre l’ultimo ad uscire e gli fa perdere tempo.Bill si stanca e a volte si addormenta in biblioteca: "’io no non dormo mai, sveglio sempre, lavoro giorno e notte, batto sempre". 

Ha un grosso cruccio Bill, vive grazie alla vita di un altro, ed è questo che lo fa chiudere nello studio a ritagliare pezzi di giornali .Emma preoccupata per il marito e per distoglierlo dall ossessione per la biblioteca e per i ritagli dei giornali, organizza a sorpresa un viaggio per tutta la famiglia a Palermo,dove vivono i genitori e i fratelli di Bill.La vacanza che trascorrono è davvero un toccasana, Bill finalmente si rilassa le figlie sono felici ed incantate da quello che vedono e mangiano, e la moglie riprende il suo ruolo di donna innamorata ricambiata .Gli zii sono molto premurosi, si crea tra tutti un’atmosfera magica, anche il cuore è felice, apprezza profumi e sapori. 

Il ritorno in Inghilterra è faticoso per tutti, ma per forza di cose riprende il ritmo lasciato: scuola, lavoro per Emma e biblioteca per Bill.Racconterà a Juliet, del suo cruccio e della ricerca che sta facendo attraverso i giornali, lei si presta ad aiutarlo , quando Juliet gli dice di cercarla dicendogli il suo cognome, Bill è per terra:" non ci posso credere, non è mai accaduto e invece mi sono fermato... 
Ma non è stata colpa mia, è stato quel cognome, una martellata, uno shock....mi sono fermato." 

Il romanzo da questo momento prende una piega diversa, Bill si riprenderà ma la sua vita e quella della sua famiglia, cuore compreso, dovranno fare i conti, con Juliet e quello che il suo cognome porta con se, con la sua vita e quella della sua famiglia.Tutto all’improvviso è con un po’ di suspense e per la pace di tutti, ogni cosa tornerà al suo posto, sempre con un battito ininterrottamente.È una trovata geniale questa di affidare l’io narrante ad un cuore, che è umano, che sì continua sempre a battere, ma è partecipe alla vita dei suoi ospitanti, del resto senza lui non potrebbero esserci loro. 

Nel sottofondo del battito continuo scandito nel silenzio in cui si trova spesso con Bill, mi sono fermata ad ascoltare il mio battito, a pensare seriamente per la prima volta a come diamo per scontato che il nostro corpo funziona, quando funziona, pur sapendo razionalmente come siamo fatti anatomicamente, ma sottovalutando, perché è umano e non vivremmo sereni altrimenti, i danni se qualcuno dei nostri organi non funzionasse più. 

A volte non ci trattiamo bene, tendiamo a sottovalutare i segnali del corpo ( alcuni invece li sopravvalutano ) , se non c’è niente di particolarmente grave o disturbante, tiriamo comunque " a campare ", il corpo in fondo è una macchina perfetta quando funziona .Il cuore poi, rispetto ad altri organi del corpo, ha nel modo corrente di dire e pensare, una connotazione particolare. A volte si fa coincidere cuore e anima e allora "ha un cuore d’oro", "ha un cuore grande ", oppure lo si localizza dove sembra essere "ho il cuore in gola", "col cuore in mano ", o sede dell’amore: "ama con tutto il cuore ", "gli ha spezzato il cuore" è così via.La sua funzione vera è quella di "battere continuamente". 
Se il nostro cuore ci parla ascoltiamolo.



Titolo: Cento battiti
Autore: Gianluca Santise
Edizioni: Augh!
Pagg.: 200
Prezzo: € 14,00
Voto: 9


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