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Fantasmi, sensi di colpa e tanta simpatia nel (finalmente un bel) giallo di Giorgio Lupo

2021-04-15 00:01

Admin

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Fantasmi, sensi di colpa e tanta simpatia nel (finalmente un bel) giallo di Giorgio Lupo

Giorgio Lupo - La tana del polpo - Augh! Edizioni - Le recensioni in LIBRIrtà - Gli evergreen - A cura di Letizia Cuzzola

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Giorgio Lupo

 

 

La tana del polpo

 

 

Augh!

 

 

Gli evergreen
Le recensioni in LIBRIrtà


A cura di Letizia Cuzzola

 

   Chapeau! Questa la prima parola che mi viene in mente al termine de La tana del polpo di Giorgio Lupo (Augh, 2020). Finalmente un giallo come si deve, scritto a modo e originale, in cui i colpi di scena si susseguono grazie all’uso sapiente di argomentazioni diverse che si intersecano nella narrazione. 

 

   Passo indietro. Placido Tellurico è un commissario di polizia che dalla squadra mobile di Palermo chiede di essere trasferito al commissariato di Termini Imerese: un ritorno a casa, al paese d’origine. Non è una scelta felice per il commissario che si ritrova diviso fra un ambiente di lavoro in cui la noia la fa da padrona, ben lungi dall’ambiente stimolante della mobile, e un matrimonio fallito alle spalle in cui la moglie ci appare come un’ombra abile a risucchiare la luce di Tellurico.

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Tellurico fa simpatia, nonostante i suoi fantasmi, i suoi sensi di colpa e il suo essere impacciato di fronte alla bellezza femminile cui non sa resistere. Fatta eccezione per la giovane Letizia cui sembra resistere benissimo. Quando tutto sembra ormai avvolto dalla routine, la quotidianità di Termini Imerese viene scossa da una serie di macabri omicidi e fra le vittime ritroveremo anche la portinaia dello stabile di cui il commissario e Letizia sono inquilini. Le indagini sembrano non portare da nessuna parte e a poco servono le visite di Placido agli anziani ospiti di un istituto per non vedenti in cui è maturata, quando lì lavorava come operatore, la decisione di diventare un poliziotto.

 

   Il commissario Tellurico è divorato dai sensi di colpa per un caso risolto, nel periodo di servizio presso la questura di Palermo, ma non nel modo giusto; è convinto di aver perso lo smalto. La ricerca del serial killer non lo distoglie però dalla lotta alla microcriminalità che attanaglia il paese e che sembra essere l’unica occupazione plausibile in quel tratto di territorio sfregiato da un’industrializzazione forzata che ne ha stravolto i tratti.

 

   Non aggiungerò dettagli, ho già scritto troppo. “La tana del polpo” mi ha coinvolto, con il personaggio di Letizia ho trovato non solo l’omonimia ma in più punti la mia storia personale; sono un’interprete giudiziario e nei personaggi e luoghi descritti da Lupo ho ritrovato volti e atteggiamenti familiari. In preda a quel coinvolgimento di cui sopra ho immaginato un finale diverso ma è colpa del mio inguaribile romanticume ottimista.

   Non fa una grinza, mai una deviazione sulla narrazione che possa far cadere il lettore nella tentazione di chiudere il libro: o si legge d’un fiato o non si legge (siete avvisati!).

 

   Mi auguro che questo del commissario Placido Tellurico sia l’inizio di una serie di romanzi a lui dedicati. Lo pretendo come risarcimento per Letizia!


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L'autore

Giorgio Lupo è nato a Termini Imerese. Con il racconto “A mala corda” ha vinto il XLIII Premio Writers Magazine Italia ed è stato selezionato tra i vincitori del Premio Nazionale Racconti Tricolore.

 

Il libro

Titolo: La tana del polpo

Editore: Augh!

Pagg: 226

Prezzo: 15

Voalutazione: Bello!